Eventi in Calendario

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

23/05/2026

Sabato 23 maggio 2026 la nostra Associazione organizza una visita alla mostra "Omaggio a Rembrandt. Olandesi a Cremona", presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. La mostra è a cura di Mario Marubbi, Conservatore di questo Museo. La visita del nostro gruppo sarà supportata da una guida specializzata.

La mostra nasce da un importante scambio di opere. Il dipinto "Ritratto di uomo in costume orientale" di Rembrandt, proveniente dal Rijkmuseum di Amsterdam, è stato concesso temporaneamente in cambio del quadro raffigurante il cosiddetto "Ortolano" di Giuseppe Arcimboldi, normalmente esposto presso il Museo Civico Ala Ponzone. Questo scambio ha favorito un'importante occasione per offrire al pubblico uno spaccato della pittura olandese a Cremona.

Attorno a questo bellissimo dipinto di Rembrandt, che ben rappresenta la pittura olandese del Seicento e la straordinaria lezione del maestro di Leida, nasce infatti la presente esposizione, che comprende una quarantina di opere. Alcune di esse sono state restaurate per tale occasione. Provengono da un consistente nucleo di dipinti conservati presso questo Museo, soprattutto grazie al legato Giuseppe Ala Ponzone, oltre che da collezionisti privati che hanno generosamente concesso le opere di loro proprietà.

Dal tema sacro ai soggetti di genere, dai ritratti alle nature morte, dai paesaggi alle vedute, nasce una significativa rappresentazione del rapporto tra la pittura olandese di quell'epoca e il contesto cremonese, attraverso uno studio approfondito dei dipinti esposti.

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Da questo punto in avanti sono elencati gli eventi già realizzati dalla nostra Associazione o nei quali la nostra Associazione è stata coinvolta. Il periodo è quello dei diciotto anni che vanno dal 2009 al 2026 compresi, durante i quali questo sito web era già attivo. L'ordine delle iniziative di seguito elencate è cronologico, nel senso che si inizia dalle ultime realizzate per risalire poi fino a quelle svolte a partire dal 2009. 

16/05/2026

Sabato 16 maggio, presso la sala Cremonesi del Museo Civico di Crema e del Cremasco, si è svolta la conferenza sul tema "I Greci, la guerra e noi". Relatore è stato Giuseppe Zanetto, docente presso l'Università degli Studi di Milano. L'iniziativa è stata organizzata dalla nostra Associazione insieme dalla Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione di Crema, e ha avuto il patrocinio del Comune di Crema. Ha partecipato il Dirigente scolastico del Liceo Classico "Alessandro Racchetti" di Crema (Istituto di Istruzione Superiore "Racchetti - da Vinci" di Crema).

Nella Grecia antica la guerra fa parte della quotidianità: la storia delle poleis è una serie quasi ininterrotta di conflitti, grandi o piccoli, e l'essere in guerra è per i Greci una situazione "normale". In quanto "normale", la guerra è accettata: deprecata, sì, e anche maledetta (la pace, ovviamente, è considerata di gran lunga preferibile), ma sopportata come una delle molte sventure che affliggono la condizione mortale. A prima vista, si potrebbe concludere che questo rapporto di familiarità con la guerra sia un aspetto della civiltà greca incompatibile con la sensibilità moderna: oggi siamo tutti "pacifisti". In realtà, non è così. Se con l'aiuto delle fonti (la storiografia, l'epica, la tragedia) ricostruiamo i sentimenti con cui in Grecia si guarda ai conflitti e come se ne affronta l'impatto, ci rendiamo conto che l'esperienza dei Greci può essere, anche in questo tema, estremamente utile per noi, oggi. La guerra infatti, purtroppo, è di nuovo entrata nelle nostre vite; è di nuovo nei nostri pensieri: la temiamo, la condanniamo, ma siamo costretti a prendere atto che ancora esiste. E allora il pragmatismo greco può aiutarci ad affrontare i nuovi, inquietanti scenari con maggiore lucidità e consapevolezza.

Giuseppe Zanetto insegna Letteratura teatrale della Grecia antica presso l'Università degli Studi di Milano. I suoi interessi principali sono il teatro antico e il romanzo greco. Tra i suoi lavori, l'edizione commentata degli Uccelli di Aristofane, l'edizione del Reso attribuito a Euripide, le traduzioni commentate del Ciclope di Euripide e del Gorgia di Platone, la traduzione degli Acarnesi di Aristofane. È coautore del Lessico dei romanzieri greci e curatore della raccolta Il romanzo antico. Ha pubblicato saggi che illustrano la perenne attualità della cultura greca, tra i quali Siamo tutti greci e Miti di ieri, storie di oggi, il libro di viaggi Un mare di poeti e di eroi. Luoghi, storie e miti dell'Egeo, una riscrittura dell'Iliade che dà spazio alla  voce dei vinti, e il volume Ettore e Andromaca (nella collana "Amori mitici" del "Corriere della Sera").

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18/04/2026

Sabato 18 aprile 2026, presso la Sala Rossa del Palazzo Vescovile di Crema, in piazza Duomo 27, si è svolta la conferenza sul tema "Sulle orme di Bernardo Zenale (Treviglio, 1460 circa - Milano, 1526)". Relatrice è stata Stefania Buganza, docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel corso della conferenza è stata presentata la biografia artistica di Bernardo Zenale, importante maestro del Rinascimento lombardo del quale cadono quest'anno i cinquecento anni dalla morte.

Nativo di Treviglio, Zenale ha modo di formarsi tra Pavia e Milano negli anni Settanta del Quattrocento, entro le società di artisti che si spartiscono i grandi cantieri decorativi aperti dai duchi Sforza. Già dai primi anni Ottanta del secolo, il giovane maestro si impone entro il contesto lombardo come un grande protagonista, aggiornato sulle novità del naturalismo di Vincenzo Foppa e sulla pittura prospettica di Donato Bramante.

Con il conterraneo Bernardino Butinone sigla due opere capitali del Rinascimento lombardo, come il polittico di San Martino a Treviglio (1485-1490) e la cappella Grifi in San Pietro in Gessate a Milano (1494-1496 circa). La sua partecipazione al cantiere pittorico della Certosa di Pavia, fortemente voluto da Ludovico il Moro, lo rende uno degli artisti più influenti in Lombardia alla fine del Quattrocento.

Al volgere del secolo, anche Zenale intraprende lo studio della pittura di Leonardo da Vinci, da anni attivo a Milano, progredendo verso una personale acquisizione e restituzione delle novità del maestro toscano, in grado di influenzare non poco gli artisti lombardi. Accanto all'esercizio della pittura, condotto in termini molto imprenditoriali, dai primi del Cinquecento Zenale si dedica all'architettura, arrivando, alla fine della sua carriera, a rivestire il prestigioso ruolo di architetto del Duomo di Milano.

Stefania Buganza, professore associato, insegna Storia dell'arte medievale e Storia dell'arte lombarda presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di MIlano e Brescia. Si occupa principalmente di pittura e committenza in Lombardia tra Tardogotico e Rinascimento. Per maggiori informazioni sulla relatrice, si veda il suo curriculum vitae pubblicato sul sito dell'Università Cattolica e inserito tra gli allegati in questa parte del nostro sito che riporta la notizia dell'iniziativa.

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