Eventi in Calendario

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

18/01/2025

Sabato 18 gennaio 2025, presso la Sala Ricevimenti del Palazzo Comunale di Crema, si è svolta la conferenza sul tema "Pavia 1525: il re di Francia disfatto e catturato". Relatore è stato Marco Pellegrini, dell'Università di Bergamo.

La relazione ha messo a fuoco le principali sequenze della battaglia di Pavia del 14 febbraio 1525, narrandone gli antefatti per poi seguirne le dinamiche e analizzarne le conseguenze.

In modo particolare ci si è concentrati sulla vicenda di Francesco I di Francia, che conformandosi al profilo del re-cavaliere non esitò a lanciarsi alla carica, solo per scoprire di aver commesso un gesto imprudente che avrebbe compromesso l'esito dello scontro.

Marco Pellegrini (Bergamo, 1963) ha conseguito il diploma di maturità presso il Liceo Classico "Paolo Sarpi" di Bergamo e si è laureato in Storia presso l'Università degli Studi di Pisa. Dal 2002 insegna Storia moderna e Storia rinascimentale all'Università di Bergamo.

Fra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Ascanio Maria Sforza. La parabola politica di un cardinale-principe del Rinascimento, t. I-II, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2002 (Nuovi Studi Storici, 60); Lorenzo de' Medici, Lettere, vol. XII, Firenze, Giunti, 2007; Le Guerre d'Italia (1494-1530), Bologna, Il Mulino, 2009; Il papato nel Rinascimento, Il Mulino, 2010; Le crociate dopo le crociate, Il Mulino, 2013; Guerra santa contro i turchi, Il Mulino, 2015; Le Guerre d'Italia (1494-1559), Il Mulino, 2017; Venezia e la Terraferma, Il Mulino, 2022.

19/12/2024

Giovedì 19 dicembre 2024, presso la sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale Sant'Agostino di Crema, si è svolta la cerimonia di premiazione delle eccellenze organizzata dall'Istituto di Istruzione Superiore "Racchetti - da Vinci" di Crema.

Nel corso della serata sono state consegnate le borse di studio agli studenti meritevoli del Liceo Classico, del Liceo Linguistico e del Liceo Scientifico, facenti parte di questo Istituto.

La Associazione degli Ex Alunni del Liceo Ginnasio "Alessandro Racchetti" di Crema eroga sin dai tempi della sua costituzione, anche per norma statutaria, delle borse di studio agli allievi del Liceo Classico che abbiano raggiunto i migliori risultati scolastici in riferimento a determinati anni di frequenza, di volta in volta individuati dal Consiglio Direttivo di questa Associazione.

In riferimento all'anno scolastico 2023/2024, l'Associazione ha consegnato, nel corso della cerimonia di premiazione delle eccellenze, tre borse di studio agli allievi del Liceo Classico che hanno conseguito i migliori risultati al termine del secondo biennio di scuola e precisamente agli studenti:

• Michela Longari, che frequenta attualmente la classe 5a, sezione B;

• Lukrezia Kohistani, che frequenta attualmente la classe 5a, sezione B;

• Veronica Vinci, che frequenta attualmente la classe 5a, sezione A.

Si unisce il prospetto riepilogativo di tutte le borse di studio 2023-2024 consegnate nel corso della cerimonia del 19 dicembre 2024, pubblicamente consultabile anche sul sito web dell'Istituto di Istruzione Superiore "Racchetti - da Vinci".

Durante la serata sono stati premiati anche gli studenti del Liceo Classico, del Liceo Linguistico e del Liceo Scientifico che hanno conseguito la valutazione di "100 e lode" e di "100" al termine dell'anno scolastico 2022/2023. Si unisce sin d'ora il prospetto con i nominativi di questi studenti, che è già pubblicamente consultabile sul sito web dell'Istituto. Per tempistiche organizzative, questi riconoscimenti riguardanti le eccellenze dei "100 e lode" e del "100" si riferiscono di solito, almeno in queste ultime edizioni delle premiazioni, all'anno precedente a quello dell'erogazione delle borse di studio. 

15/11/2024

Venerdì 15 novembre 2024, presso la sala Frate Agostino del Museo Civico di Crema e del Cremasco, si è svolta la conferenza sul tema “Federico Pesadori. Dalla versificazione popolare alla poesia vernacolare scritta. Relatori sono stati il prof. Vittorio Dornetti e il prof. Franco Gallo.

Federico Pesadori (Vergonzana, 1849 – Bolzano, 1923), figura cardinale della poesia dialettale cremasca, condivide con il tardo Ottocento la problematica del rapporto tra lingua nazionale e vernacolo. A quest’ultimo affida il compito di una espressione diretta e concreta della vita. Le sue composizioni, pur con qualche aspetto idillico, nostalgico e larmoyant, sono per lo più destinate al ritratto vivace e puntuale di caratteri e ambienti. Ai temi propri del mondo locale aggiunge un talento per la cronaca e la polemica, anche in campo politico, spesso sul piano della satira e della critica dei comportamenti e degli atteggiamenti, in continuità rivendicata (pur se problematica) con la versificazione popolare.

Vittorio Dornetti (1951) ha frequentato il Liceo Classico “Alessandro Racchetti” e si è laureato in lettere classiche alla Statale di Milano. Ha svolto per oltre quarant’anni la professione di insegnante di lettere e di storia antica presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Crema. Come studioso e ricercatore si è occupato di letteratura medievale, di Matteo Bandello e Straparola da Caravaggio e infine ha pubblicato saggi su autori cremaschi, in particolare su Federico Pesadori, su Matteo e Francesco Sforza Benvenuti. Ultimamente con Franco Gallo si è interessato di poeti cremaschi contemporanei.

Franco Gallo (1962) studia da anni la poesia cremasca contemporanea, alla quale sta dedicando una serie di articoli su “Insula Fulcheria”, in una serie annuale progettata dal 2018 al 2025. Sulla produzione degli autori vernacolari locali (L. Agostino, C. A. Sacchi, G. Vailati e altri) ha realizzato alcuni saggi, ultimo dei quali è un articolo di prossima pubblicazione sulla medesima rivista, dedicato proprio a Federico Pesadori e scritto a quattro mani con Vittorio Dornetti.

 

 

29/10/2024

Martedì 29 ottobre 2024, presso la sala Frate Agostino del Museo Civico di Crema e del Cremasco, si è svolta la conferenza sul tema “Alpha Beta. Apprendere il greco in Italia (1360-1860). Una mostra e i suoi significati”. Relatore è stato il prof. Paolo Sachet.

L'iniziativa è stata svolta in collaborazione con la Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione di Crema.

La nostra capacità di astrazione è determinata, in gran parte, dalla lingua che parliamo e il greco è una lingua formidabile, elegante, precisa, creativa, come puntualmente celebrato in opere rivolte al pubblico generale e che mirano a riaffermare il ruolo centrale che esso può rivestire nella formazione intellettuale di studenti e studentesse.

Un altro tratto distintivo, tuttavia, viene spesso sottaciuto in queste ricostruzioni a tinte sovente troppo rosee: la sua estrema complessità. Imparare il greco implica una buona dose di fatica e di frustrazione, già immediatamente palesate quando ci si scontra con l’utilizzo di un alfabeto alieno (ma solamente in apparenza) alla tradizione latina. Superato questo primo scoglio, è poi molto facile perdersi nel suo labirinto grammaticale. Occorre aggiungere, infine, che nella maggior parte dei casi il principiante si avvicina alla materia nel contesto della scuola dell’obbligo, faticando a cogliere le ragioni di una ginnastica cognitiva che prevede, nell’Italia di oggi, l’assimilazione di un idioma scritto e parlato essenzialmente soltanto nel territorio di Atene tra il V e il IV secolo avanti Cristo.

Esistono in proposito ottime ragioni pedagogiche e intellettuali, sulle quali molti esperti si sono pronunciati e ci si augura continueranno a pronunciarsi, ed esistono ragioni storiche legate al contesto culturale europeo e in particolare a quello del nostro paese. Proprio su queste ultime ragioni gli organizzatori della mostra Alpha Beta. Apprendere il greco in Italia (1360-1860) hanno voluto concentrare i propri sforzi, così da comunicare queste tematiche anche al grande pubblico, non solo a quello toccato specificamente dall’esperienza dell’insegnamento e dello studio del greco. La mostra si è svolta tra il settembre 2023 e il gennaio 2024 presso la Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e ha ripercorso le varie tappe dello studio del greco, da Bisanzio all’Italia, passando dal manoscritto alla stampa, poi attraverso l’avvento del volgare, il Cinquecento, l’impronta dei Gesuiti, l’epoca dei Lumi, fino al periodo risorgimentale e dell’unità nazionale.

La relazione di Paolo Sachet, che è stato uno dei curatori di questa mostra, ha illustrato tale precorso espositivo e, con esso, una storia plurisecolare e unica per continuità e capillarità, quella della trasmissione ininterrotta della lingua greca in Italia, nei cinquecento anni che intercorrono tra gli esordi trecenteschi con Petrarca e Boccaccio e l’assetto della scuola unitaria sancito con la legge Casati. Muovendo dagli interrogativi del presente sull’utilità del greco nel nostro sistema scolastico, si sono toccati gli snodi fondamentali della vita culturale della penisola, dalla Firenze umanistica alla Milano del Romanticismo, fino ad arrivare alle radici della Grecia moderna.

Paolo Sachet è “Ambizione Fellow” presso l’Istituto di Storia della Riforma dell’Università di Ginevra. Dopo aver conseguito il dottorato presso il Warburg Institute di Londra nel 2015, ha insegnato e svolto ricerca per l’Università della Svizzera Italiana, l’Università Statale di Milano e l’Università di Basilea. I suoi studi ruotano attorno alla storia intellettuale e religiosa europea tra Quattro e Seicento, con particolare riferimento all’impatto del libro a stampa. Tra le sue pubblicazioni, la monografia Publishing for the Popes. The Roman Curia and the Use of Printing (1527-1555) (Brill, 2020) e le co-curatele di Venice in Blue. The Use of carta azzurra in the Artist’s Studio and in the Printer’s Workshop, ca. 1500-50 (Olschki, 2024), Printing and Misprinting. A Companion to Mistakes and In-House Corrections in Renaissance Europe (Oxford University Press, 2023 e The Afterlife of Aldus. Posthumous Fame, Collectors and the Book Trade (The Warburg Institute, 2018). Sachet è inoltre co-direttore con Anthony Grafton della nuova collana dell’editore Brill Receptio Patristica. Studies in the Afterlife of Early Christian Texts and Writers.

 

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